Nei prossimi anni nel mercato italiano la richiesta delle batterie di accumulo sarà in forte crescita. Il piano di rilancio dell‘UE (PNRR) sarà una grande opportunità e il governo italiano ha stanziato 70 miliardi per l’efficienza energetica, di conseguenza ci sarà una sorta di incentivo per l’installazione di sistemi di accumulo di energia da fonti rinnovabili. Il mercato dello storage, secondo recenti analisi collegate alla matrice “ McKinsey “, nel mondo varrà oltre i 150 miliardi fino al 2030.
In questo ecosistema economico opera GEFARM , start up incubata dal 2022 al Le Village by CA Triveneto con sede a Padova da Alessandro Marcuzzi, 59enne con esperienze nei settori commerciale e del marketing e di ricerca prodotto in svariate aziende. Oggi con Marcuzzi operano cinque persone dirette e una decina indirette a vario titolo, il centro della ricerca e sviluppo è attualmente in Sardegna, a Sassari, dove a capo dello staff c’è Giovanni Atzori.
Il modello di business di GEFARM è basato sullo sviluppo di nuovi sistemi di accumulo di energia basati sulla tecnologia innovativa delle batterie al cloruro di sodio e nichel prodotte dalla società svizzera FZSoNick , partner della start up. Partendo dalle tecnologie acquisite da società estere e italiane, GEFARM ha sviluppato una gamma di prodotti unici, puntando su un ciclo di vita più duraturo delle batterie[1], investendo sull’uso di materiali organici rinnovabili, sicuri e facilmente reperibili.
Dopo tre anni passati a gestire la fase di prototipizzazione e dei test dei prodotti, da aprile inizia la fase di commercializzazione. Si parte da una rete di 22 agenzie in Italia, che supporteranno l’attività del management della start up. Il fatturato annuo oggi è di circa 400 mila euro, ma sono previste crescite a doppia cifra. Adesso infatti arriva anche la svolta finanziaria.
Alessandro Marcuzzi, Ceo di GEFARM dichiara:
“Giovanni Rocelli, imprenditore veneziano, attraverso la sua Holding Gio2 SRL ha acquisito la maggioranza di GEFARM per portare a compimento le fasi finali di sviluppo. Lo studio Adacta, partner del “Le Village di Crédit Agricole” ha redatto il piano di sviluppo fino al 2026 dove è prevista una crescita di fatturato che dovrebbe superare i venti milioni, mentre lo studio Grimaldi Alliance, già consulenti di GEFARM, ci ha aiutato nelle fasi finali dell’operazione di acquisizione. Ma non vogliamo fermarci all’Italia: i mercati cui puntiamo in questa fase sono anche Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia”.
Giovanni Rocelli afferma:
“Provengo dal settore della logistica portuale. Dopo aver concluso alcune delle mie operazioni di investimenti in ambito immobiliare industriale attraverso la mia holding Gio2 SRL e dopo aver condiviso con Alessandro Marcuzzi il piano di sviluppo di GEFARM ho deciso di diversificare i miei investimenti anche nel settore delle rinnovabili. Condividendo inoltre la mission di GEFARM di poter contribuire a rendere il mondo più green attraverso i suoi prodotti abbiamo pianificato investimenti tra equity e banche per 1,5 milioni per lanciare GEFARM sul mercato nazionale e non solo. Ho deciso di entrare nel CDA per supportare il Ceo Alessandro Marcuzzi in questa fase delicata e complessa di sviluppo”.
I prodotti che GEFARM propone sono quattro. Ad oggi i due di punta e core business principale, sono “UNO”, sistema di accumulo destinato al residenziale e all’ufficio di medie dimensioni, il sistema di accumulo “DUO” invece destinato al commerciale ed industriale. Esistono anche EMC (la building automation per l’efficientamento degli edifici) e CARICAR (ricarica per autoveicoli). GEFARM oggi propone un “servizio a ciclo completo”, a partire da quello del pre-vendita con l’analisi dei fabbisogni, lo studio preventivo di fattibilità e l’assistenza alla progettazione, per proseguire con il servizio di assistenza all’installazione, con il servizio di commissioning dell’impianto per finire con il servizio di manutenzione continua programmata ed il pronto intervento attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

